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50 ANNI DALL'ALLUVIONE DEL 4 NOVEMBRE 1966


Successo per l'apertura del convegno

Sala Ronchi piena ieri, per la prima parte del convegno organizzato dal Consorzio di Bonifica Veneto Orientale a cinquant’anni dalla disastrosa alluvione del 4 novembre 1966.

In sala presenti numerosi sindaci e assessori dei comuni del comprensorio, oltre a consiglieri regionali, consiglieri metropolitani, rappresentanti dell’associazionismo e cittadini interessati all’argomento.

I saluti istituzionali sono stati aperti dal Presidente del Consorzio Giorgio Piazza, il quale ha auspicato una nuova spinta propulsiva nella gestione della sicurezza idraulica.

Il Sindaco di San Donà di Piave Cereser, dal canto suo, ha esortato a ripartire dalle risultanze della Commissione De Marchi, che seguì ai tragici eventi di 50 fa, analizzando le criticità e proponendo soluzioni per la mitigazione del rischio, da allora rimaste purtroppo lettera morta.

L’Assessore regionale all’Agricoltura Pan ha evidenziato il ruolo dei consorzi di bonifica per la gestione della rete idraulica minore e ha rassicurato circa l’impegno della Regione ad stanziare risorse nel proprio bilancio destinate al settore della bonifica.

Il Vicepresidente regionale Forcolin ha posto l’accento sulla necessità di fare lobby territoriale, senza badare alla casacca politica, e a vigilare affinché i 1380 milioni di euro in 6 anni che il piano alluvioni del governo ha destinato al Veneto non rimangano solo sulla carta.

La prima relazione è stata di Sergio Tazzer il quale ha fatto un excursus storico delle alluvioni causate nei secoli dal Piave e dal Tagliamento, alcune delle quali disastrose, a sottolineare la pericolosità dei due principali fiumi di nostro comprensorio. La seconda parte del suo intervento è invece stata dedicata alla cronaca di quanto accaduto nel nordest nei giorni dell’alluvione.

Il Professor D’Alpaos ha sottolineato la mancata realizzazione di quanto indicato dalla Commissione De Marchi del 1970, facendo poi una dettagliata descrizione delle opere previste per la messa in sicurezza di Piave, Tagliamento e Livenza evidenziando come tali proposte progettuali nel corso dei decenni siano state progressivamente snaturate.

Marco Abordi, coordinatore del contratto di fiume del Piave, ha focalizzato il proprio intervento sull’esposizione dell’istituto del contratto di fiume come strumento di concertazione fra tutti i portatori di interesse per affrontare le criticità di un sistema fluviale.

Francesco Baruffi, Distretto Idraulico delle Alpi Orientali ha invece posto l’attenzione sui principi ispiratori e sulle conseguenze pratiche della cosiddetta Direttiva Alluvioni e sulla sua applicazione al nostro distretto idraulico.

Gli interventi finali sono stati del Presidente della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, Giacomo Gasparotto, del Sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto, i quali hanno espresso gli interrogativi e le preoccupazioni del territorio, e dell’On. Sara Moretto che invece ha spiegato l’attività parlamentare in materia.

Al termine dei lavori, alla presenza del Sindaco metropolitano Luigi Brugnaro, è stata inaugurata l’interessante mostra fotografica sui giorni dell’alluvione, allestita presso i locali della ex borsa di Piazza Indipendenza.