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3300 NUOVI ALBERI PER IL BOSCO FELLINI


Il Consorzio mette a disposizione tre ettari di proprietà per l'ampliamento dell'importante area verde alle porte di San Donà di Piave.

Inizieranno in questa settimana i lavori per la realizzazione di un nuovo bosco nell’area di proprietà del Consorzio di bonifica Veneto Orientale denominata “Podere Fiorentina”, su di una superficie di 3 ettari.

L’area si trova in adiacenza all’attuale Bosco Fellini, frutto di un precedente intervento analogo realizzato dal Comune di San Donà 15 anni fa: il nuovo impianto di fatto costituisce quindi un ampliamento dell’importante area verde situata ai margini del centro cittadino, dagli attuali 7 ettari a 10 ettari complessivi.

L’operazione fa seguito ad un protocollo di intesa approvato dal Consorzio di bonifica Veneto Orientale e dal Comune di San Donà, diretto a valorizzare il tratto cittadino del canale Piveran e delle aree limitrofe a fini ambientali ed idraulici.

L’intesa istituzionale ha potuto trovare questa prima concretizzazione grazie ad un accordo tecnico‑economico concluso fra il Consorzio di bonifica e la catena supermercati Alì che ha finanziato l’intervento di imboschimento nell’ambito della propria iniziativa di sensibilizzazione ambientale denominata “Piantiamo 10.000 alberi”.

L’esecuzione degli interventi di impianto e la prima manutenzione saranno svolte dalla Cooperativa Sociale “Il Bozzolo Verde”, la quale già opera nella gestione forestale dell’area comunale del Bosco Fellini.

In questi giorni saranno quindi messe a dimora le 3.300 piante previste dal progetto di cui 2.000 sono rappresentate da alberi tipici delle foreste planiziali tra cui quercia, carpino, olmo, tiglio, salice, pioppo nero, pioppo bianco e ontano.

Il Presidente Giorgio Piazza esprime piena soddisfazione per l’intesa raggiunta la quale costituisce un atto concreto nella realizzazione degli obiettivi di riqualificazione delle aree urbane, sul piano ambientale e della difesa idraulica, all’interno del comprensorio in cui opera il Consorzio, tra le quali San Donà costituisce il nucleo più esteso, e che nel contempo conferma l’attenzione delle istituzioni rispetto agli indirizzi ambientali a scala globale della riduzione del tasso di anidride carbonica nell’aria e di incremento della sostanza organica stabile nei suoli e negli ecosistemi agro-forestali.