Settimana Nazionale della Bonifica e della Irrigazione dal 16 - 24 maggio 2026
05 Maggio 2026 | EventiPer scaricare il programma completo della Settimana della Bonifica e della Irrigazione premere qui.
Per scaricare il programma completo del convegno scientifico internazionale del 15 maggio 2026 L'infrastrutturazione tecnica e culturale della LITORANEA VENETA: temi, problemi e sfide future nel quadro della mobilità costiera nell'arco alto Adriatico premere qui.
Per riservare il tuo posto ad uno degli eventi premere al seguente link: https://prenotazioni.cbvo.it/
Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Venezia e l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Venezia.
È previsto il riconoscimento dei Crediti Formativi previa iscrizione al link di competenza di ciascun Ordine.
Ordine Agronomi e Forestali: https://www.fodafveneto.it/evento/1808/L%E2%80%99infrastrutturazione_tecnica_e_culturale_della_Litoranea_.html
Ordine Architetti: https://servizi.ordinevenezia.it/formazione/corsi/linfrastruturazione-tecnica-e-culturale-della-litoraneaveneta-1887/
Ciclotour nella Grande Bonifica con visita all’Idrovora di Sindacale di Sabato 23 maggio.
Download programma completo ciclotour e download Mappa del percorso
Ciclotour Tra mare e Bonifica lungo la Litoranea Veneta di domenica 24 maggio.
Programma:
Partenza ore 9:30 presso EPS Park Pioppi – Via Dancalia, 8A, 30020 Eraclea Mare VE (parcheggio a pagamento)
Arrivo a Idrovora Termine ore 11:30 (15.60 km)
Partenza da Idrovora Termine ore 13:30
Ritorno a Eraclea Mare (fine giro) ore 15:30 circa
Totale percorso: 28 km - Download mappa del percorso
Per prenotazioni premere qui
Dettagli Romanzo fotografico: L'epopea della bonifica 1918 - 1950
La mostra, curata dalla Fondazione Terra d’Acqua a partire da foto d’archivio del Consorzio di bonifica Veneto Orientale, in gran parte restaurate, illustra in cinque “capitoli” il compiersi della Bonifica Integrale nel Veneto Orientale.
Prima della Bonifica
Palude e malaria
Il Cantiere del paesaggio
Le imprese che nel primo tempo della Bonifica animano lo spazio vuoto della palude, sono costituite da imprese di carriolanti che scavano i canali artificiali, imprese di sbancamento terra, imprese edili che costruiscono idrovore, chiuse, ponti, strade poderali, case coloniche.
Negli spazi vuoti della palude per 40 anni, a partire dagli inizi del ‘900, è tutto un cantiere in ebollizione; decine di migliaia di uomini in movimento scandiscono l’avanzamento in parallelo di ogni processo del cantiere.
E accanto alle reti di canali e strade, accanto alle idrovore e alle case, non si trascurano le reti tecnologiche che devono fornire acqua ed elettricità alla futura campagna bonificata.
Così, accanto ai precedenti, altri segni appaiono; i lunghissimi, onnipresenti filari dei pali della luce, le torri degli acquedotti.
A un certo punto il prodotto di questi cantieri è finito, si possono togliere le impalcature.
Le geometrie del paesaggio
Ordini
La struttura della nuova terra è nuda.
I fotografi immortalano il nuovo ordine artificiale, le geometrie del costruito.
Li attraggono le grandi linee rette che vanno all’infinito, il loro reticolo, le superfici regolari che scandiscono, i solidi in fila contro l’orizzonte.
Tutto è pronto per il passo successivo: una infrastrutturazione ordinata, razionale, ben costruita.
Tutto è pronto per la produzione della fabbrica-campagna
Le grandi vedute
Il paesaggio agrario
Ora vediamo cosa produce questa campagna ordinata, questa nuova fabbrica produttiva sorta sul nulla della palude.
Essa produce insieme due cose; produce allevamenti di cavalli e mucche, frumento, mais, canapa, sorgo, tabacco, barbabietole, riso, vino.
Ma insieme produce paesaggio: nella nuda campagna, sulle sue regolari superfici, si produce vita per gli occhi: di forme, di colori, di architetture.
Appare nel suo splendore una natura-artificio, dedita a produrre in modo imperterrito ogni anno, ogni stagione, assieme e contemporaneamente prodotti alimentari e prodotti-visione.
Un enorme quadro vivente, un assieme di vedute: un paesaggio.
Al fotografo, assunto dai Consorzi di Bonifica e dai grandi agrari, interessa documentare ambedue i processi di creazione.
Il primo, quello dei prodotti, per documentare ai suoi committenti che la fabbrica-campagna funziona.
Il secondo, quello di produzione di visioni, di paesaggi, per indicare che la fabbrica-campagna produce bellezza.
La campagna animata
Lavorare la terra
Ma chi sono gli attori di questo paesaggio?
Qual è il processo produttivo che lo determina?
Allevare
Arare, seminare, raccogliere, trasformare; ecco le fasi della lavorazione che le foto colgono e fissano.
L’ordine e la potenza dei lavoratori e delle lavoratrici colti nel mentre svolgono il loro lavoro.
Sono queste figure gli artefici del tutto, i costruttori di prodotti e visioni.
I ritratti
E infine, in questo racconto fotografico, non potevano mancare i ritratti: di gruppo, di coppie, di singoli.
Animano le scene della vita in una campagna laboriosa e religiosa.
I ritratti che i fotografi immortalano sono l’enorme album di famiglia di un territorio che documentano le nascite, la prima comunione, l’inizio e la fine della scuola, i matrimoni, i momenti religiosi, i divertimenti, la famiglia patriarcale, la vecchiaia, la morte.
In questa lunghissima sequenza di scatti un intero microcosmo vivente viene immortalato, simile a quello di tante altre parti d’Italia agricola vissuta nella prima metà del ‘900 italiano.
Molte di queste foto sono nel Fondo Fotografico del Museo della Bonifica di San Donà di Piave.
Ne abbiamo preso solo un piccolissimo campione come testimonianza: la famiglia patriarcale, che di quella vita in campagna è stata il centro produttivo e sentimentale; la vecchiaia, che guarda al passato ma alleva il futuro; la giovinezza, laboriosa e sognatrice, che vive felice il futuro sognando il futuro.
Per la scelta di queste due ultime figure abbiamo seguito la saggezza del fotografo e della fotografia. Essa nel suo automatico rigore documentario, rivaluta un protagonismo che tanto vernacolo e proverbi durissimi hanno crudelmente svalutato, chiuso dentro le mura domestiche.
Sono figure di donna.